EVER SAID “I’M NOT CREATIVE”?

 IT ALWAYS STRUCK ME – THIS MANTRA WHICH WAS SO OFTEN REPEATED

vedi giu in italiano

I came across it at practically every exhibition I ever had; it was the first thing folks said to me, like a disclaimer, before expressing a view on any painting.

“I don’t know anything about art, but…”

“I’m not creative at all, but…”

And these confessions were invariably accompanied by mild shame.

Folks seemed embarrassed by some unworthiness to pass comment on art and/ or the creative process – the latter being perceived as a magical-mystical skill and the exclusive realm of the fine artist.

It’s no small thing, and it comes up again and again; this tendency to confess inferiority prior to speaking their (now watered down) truth.

It might seem like a very minor neurosis, but to me (as a working artist having spent 41½ yrs delving deeper and deeper into the creative process) it appears more like a compounded symptom of disconnect from the divine.

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BUT WE ALL HAVE INHERENT ABILITY TO CREATE AND MANIFEST MAGICALLY IN THE EVERYDAY!

This might all sound rather dramatic at first, but understanding how we have been literally brainwashed out of our inherent spirituality, is a key factor in unlocking many of our cultural and societal ills.

What our feeling “I’m not creative” really means is:

• our spontaneous activity in the everyday is completely interfered with

• from a young age we’re taught to always doubt our intuition

• we’re brainwashed into believing that logic should always over-ride feelings

• we’re encouraged to have significant shame about our own emotions

• we’re conditioned into having only specific feelings, because they can be monetised

• our shame is also monetised

It effectively means that all of our problems and choices in all the situations we come across in our lives, are interrupted with in one way or another: instead of seeking spontaneous solutions with what we find around us –and our own ingenuity, we automatically think of a transaction we need to make, which would give us a neat manufactured remedy for the issue.

Again, this might all sound rather over-the-top (in a world where it is entirely acceptable to be stiff and closed energetically, aggressive and controlling psychologically, and/ or über-neurotic), but if you look behind the thin veneer of social orderliness, you can see a contrasting alternative reality, glaring back.

If we don’t step outside of the collective ‘norm’, we tend not to challenge this reality. But if you don’t know something is broken, you wouldn’t assume to fix it, eh?

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I’m excited to be working on the first books in the LIVE LIKE A HAPPY ARTIST series right now: they aim to open peoples’ eyes to the sacred everyday – and the many ways in nwhich we can unblock our creative potency.

The series begins with simple colouring-in and mark-making books, and will build up to more powerful transformational projects.

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I’m particularly looking forward to the doll-making one, as I have a passionate interest in how we can both understand our relationship with our body by drawing it intuitively, and how we can change ourselves by hand-making bodies which are metaphors for how we want to live!

Looking forward to sharing it all with you!

                                            Tante belle cose, Clare xx

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we are all divinely creating, always

MI E’ VENUTO IN MENTE SEMPRE – QUESTA MANTRA ERA COSI’ FREQUENTEMENTE CANTATA

Ho trovato in quasi ogni mostra ho mai fatto; era la prima cosa le gente mi hanno detto, come una rinuncia, prima d’esprimere un opinione su d’un quadro.

“Io conosco niente in rispetto l’arte, ma…”

“Io assolutamente non sono creative, ma…”

Queste confessione stanno quasi sempre accompagnata con una tipa di lieve vergogna.

Le gente sembravano sempre imbarazzate, d’un tale indegnità per commentare sull’arte e/ o il processo creativo – quest’ultimo essendo percepito come un abilità magica e mistica, ed il regno esclusivo degli artisti.

Non è una piccola cosa, e succederà ripetutamente; questa tendenza di confessare, prima d’esprimere loro (adesso diluita) verità.

Può sembrare una nevrosi minore, ma per me (come un artista molto attiva, con 41½ anni d’esperienza zampando più e più profondo nel processo creative) sembra più come un sintomo aggravato di sconnessione dal divino.

quando siamo detto

MA ABBIAMO TUTTI LA COMPETENZA INNATA PER CREARE E MANIFESTARE IN UNA MODA MAGICALE OGNI GIORNO!

Al inizio, può sembrare un po’ drammatica, ma comprendo come siamo stati praticamente lavato del cervello per perdere nostro spiritualità innata, è uno fattore chiave nel sbloccando di tante nostri problemi – sia sociale e culturale.

Ma nostro sentimento “Io non sono creative” significa in realtà:

• nostra attività nella quotidiana e completamente interferito

• d’un età infantile, siamo insegnato di avere dubbio su di nostri intuizioni

siamo lavati del cervelli, per credere che il logico dev’essere sempre in controllo degli sentimenti

• siamo incoraggiati per avere vergogno assai di nostri emozioni

siamo condizionate per avere solo emozioni particolari, perché possono essere monetizzate

nostro vergogno è anche monetizzato

In realtà, questa significa che tutti nostri problemi e scelte, in tutti i situazioni dove arriviamo in nostre vite, sono interrotto in qualche modo; invece di cercare per soluzioni spontaneamente, con c’io che troviamo vicino – e nostro ingenuità, pensiamo automaticamente d’un transazione dobbiamo fare, che può risolvere la problema in una moda molto pulito e distaccato.

Ancora, questa può sentire proprio esagerata (in un mondo dove è completamente accettabile per essere molto rigido e chiuso energeticamente, aggressivo e controllando psicologicamente, anche/ o sia super-nevrotico), ma se si vedi dietro il velo sottili di ordine sociale, puoi vedere una realtà alternative, che contrasta molto.

Se non scapiamo un po’ della ‘norma’ collettiva, abbiamo la tendenza di non avere interessa per cambiare niente. Ma se non sai una cosa è rotto, non pensati per risolvere, no?

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Sono emozionante per essere lavorando su i primi libri nella serie VIVERE COME UN ARTISTA FELICE in questo momento: i libri aspirano per aprire le occhi delle gente per vedere il sacro nel ogni giorno –  è per le tante mode in cui possiamo sbloccare nostra potenziale creative.

La serie inizia con semplice libri per colorare e disegnare, e sviluppano fino libri su progetti più potente nel senso di trasformazione creative.

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In particolare, non vedo l’ora di fare questo su facendo bambole, perche ho un interessa passionata su come possiamo sapere nostro rapporto col corpo, quando facciamo disegni in una moda intuitiva. E’ come cambiamo per il meglio, quando facciamo a mano simboli dei corpi, che sono metafore per come vogliamo vivere!

Sono impazienta di condividere tutto con te!

                                            Tante belle cose, Clare xx

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2 thoughts on “EVER SAID “I’M NOT CREATIVE”?

  1. Mary Tagliarino says:

    Clare, that is such a profound and beautiful blog post today! How insightful and rich you are! I will have a wonderful birthday (my 67th!) pondering the creative potential of every one of us. Best, Mary

    Liked by 1 person

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